Una circolare “morbida” del Miur per introdurre surrettiziamente il tutor
 
Il Capo Dipartimento del MIUR dott. Pasquale Capo, capo al quadrato come lo abbiamo definito in altre occasioni, non finisce di stupirci. L’ultima trovata consiste nel cantare le lodi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, senza tener conto delle volontà effettivamente manifestate dalle stesse, tentando di introdurre morbidamente la figura del tutor attraverso la via della “formazione del personale”. Di quel tutor che anche una recente sentenza salernitana, della quale ci occuperemo nei prossimi giorni, ha ritenuto non utilizzabile in assenza di criteri espliciti del Collegio Docenti.
Cominciamo dal linguaggio felpato e incredibilmente elaborato in un burocratese ottocentesco, intollerabile nel 2005. In una breve circolare dell’11 febbraio 2005 – prot. 288- di soli 8 paragrafi l’incipit di ciascuno di essi è da guinnes dei primati del vuoto pneumatico in cui sono avvolte le direttive ministeriali, che tentano di applicare i vari pezzi della riforma Moratti. Ecco l’elenco dettagliato di questi inizi “sconvolgenti”:
1. Come è noto…
2. Nell’ottica suaccennata……
3.Come è dato rilevare…….
4. In relazione alla esigenza di meglio specificare…..
5. A tal fine si allegano gli uniti modelli….
6. Nei citati modelli si chiede….
7. L’Indire, che legge per conoscenza,……
8. e, per finire, ovviamente “si confida,….”

Che cosa vuol sapere in buona sostanza l’ineffabile dott. Capo dai Direttori Generali degli Uffici scolastici Regionali ? Vuol sapere “quanti sono i docenti che attualmente, nell’ambito delle autonome scelte delle istituzioni scolastiche, svolgono le predette funzioni (-le funzioni tutoriali-) , precisandone anche le modalità di svolgimento” . La richiesta appare superflua , in quanto al Miur dovrebbe essere già nota la situazione delle scuole elementari italiane, che nella percentuale di almeno l’80%, hanno con delibere motivate rigettato , (in nome dell’autonomia, che consente il potere esclusivo delle istituzioni scolastiche di autoorganizzazione interna delle risorse) questo strano animale pedagogico in posizione gerarchicamente sovraordinata rispetto al team docenti titolare del progetto educativo sancito dal pof di istituto.

Il dott. Capo sa anche che nelle motivazioni delle delibere di migliaia di collegi dei docenti è scritto che
 nella scuola primaria le funzioni tutoriali vengono svolte da tutti i docenti che compongono i team di classe ;
 Ogni team di classe articola al proprio interno e collegialmente un’adeguata ripartizione dei vari compiti riferiti alle diverse aree disciplinari e ai gruppi di alunni;
 La funzione tutoriale viene svolta con l’apporto di tutto il team pedagogico dei docenti, evitando sovraordinazione di alcune figure professionali sulle altre ;
 L’organizzazione flessibile e diffusa della funzione tutoriale è garanzia di efficacia e di continuità anche in caso di assenza del personale docente contitolare ;
 I docenti di classe effettuano nella settimana un orario di 22 ore + 2 per la programmazione / verifica / documentazione.

Ma – e qui, lo riconosciamo volentieri, il dott. Capo dimostra una buona dose di abilità- dato che moltissimi docenti si sono iscritti ai corsi, gestiti dall’Indire, riferiti “all’area generale comprensiva dell’attività tutoriale” ne conseguirebbe l’obbligo del Miur, in versione “buon padre di famiglia”, di rispondere adeguatamente ai bisogni formativi manifestati dagli insegnanti.
Bel colpo, ma l’argomentazione è debolissima e confonde i sogni con la realtà!
Per prima cosa, se il MIUR rispettasse davvero l’autonomia, non si metterebbe nella posizione dell’”io sostitutivo”, ma in quella più efficace dell’”io ausiliare” : darebbe risposte a bisogni esplicitamente manifestati e non inventati e/o desunti dalla partecipazione a corsi di aggiornamento variamente articolati. Inoltre, dovrebbe sapere il dott. Capo che i più fieri avversari della figura del tutor partecipano ad attività di aggiornamento/formazione sulle funzioni tutoriali per individuarne, con il massimo di professionalità, le potenzialità all’interno, in ogni caso, di una loro articolazione flessibile e diffusa.
Si vogliono, forse, iscrivere d’ufficio gli avversari espliciti tra i supporters impliciti di un disegno ministeriale, avversato in tutte le sedi possibili ? E per far passare una linea di questo tipo si usano i toni morbidi ed accattivanti ?

Caro dott. Capo, come si dice a Napoli “non siamo nati “imparati”, ma …… “acca nisciuno è fesso!” . Non basta il cambio di tono (da minaccioso e sanzionatorio a paternamente affettuoso) per convincere il poderoso movimento degli insegnanti anti-tutor morattiano a riscoprirne le virtù salvifiche.
E, infine e per inciso : che fine ha fatto la trattativa ufficialmente aperta e ancora in corso tra Aran , su direttiva ministeriale, e sindacati sulle materie (tra cui quella relativa al tutor) previste dall’art. 43 del CCNL ? Mentre si tratta, si piazzano colpi proibiti ? Ancora una volta “dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” ?
Val la pena prendere in prestito il suggerimento dei sindacati confederali ed assegnare alla circolare in questione il suo naturale destino : “”rispediamola al mittente!””

Federico Niccoli