Le scuole del sud si svuotano, quelle del nord si affollano. Ripercussioni sugli organici?


In molte località del sud le scuole stanno difendendo con i denti gli organici dei posti di docente, pesantemente attaccati dal "virus" del decremento demografico di alunni.
Gradualmente scompaiono classi (e posti di insegnante), molte istituzioni scolastiche sono già sotto il limite di dimensionamento.
Al nord, invece, anche grazie alle continue trasfusioni di nuova popolazione scolastica straniera, le classi si riempiono, aumentano le liste di attesa per la scuola dell’infanzia e molti comuni sono in difficoltà nel reperire nuovi locali per far fronte alle nuove iscrizioni.
Anche per il prossimo anno scolastico l’andamento in corso si confermerà.
I problemi di crescita saranno maggiori nella scuola primaria, dove già nell’anno in corso, rispetto al 2003-2004, vi sono stati nelle scuole del nord circa 18 mila alunni in più.
Sempre sul versante della crescita sono stati significativi gli andamenti al nord degli istituti superiori (oltre 10 mila studenti in più) e delle scuole dell’infanzia (oltre 6 mila bambini in più).
Positiva la situazione delle scuole del Centro Italia con la sola eccezione delle istituzioni di I grado.
Ben altra musica al Sud e nelle Isole, che hanno perso dal 2003-04 al 2004-05 quasi 39 mila studenti: oltre 20 mila in meno nella primaria e 15 mila nella ex-scuola media.
La stessa scuola dell’infanzia ha fatto registrare quasi 3 mila iscrizioni in meno.
Il decremento sensibile che ormai da anni si registra nei settori scolastici inferiori delle scuole meridionali fa prevedere una lunga onda di magra che interesserà anche i livelli scolastici successivi per diversi anni ancora, con pesanti ripercussioni sugli organici.


TuttoscuolaFOCUS venerdì 11 marzo 2005