Ma quei 200 mila posti sono veri?


Fuori dalle polemiche, la questione ora è una sola: l’attendibilità del piano, a cominciare proprio dalla verifica di quella cifra di 200 mila posti che qualcuno già considera sovrastimata.
Verosimilmente quei 200 mila dovrebbero essere riservati sia ai docenti sia al personale Ata: potrebbero essere 160-170 mila posti per docenti e 30-40 mila per gli Ata (se si adotterà il rapporto utilizzato per l’immissione in ruolo a settembre di 15 mila persone: 12.500 docenti e 2.500 Ata).
160-170 mila posti per docenti - da ripartire (50%-50%) tra iscritti in graduatoria permanente e idonei iscritti nelle graduatorie di merito dei concorsi – vorrebbero dire 32-36 mila posti all’anno.
Sembrerebbero un po’ troppi, visto che lo stesso Miur nella relazione di accompagnamento del testo del decreto legislativo per l’art. 5 parla di un turn over di 18 mila posti.
A settembre 2004 sono andati in pensione 16.533 insegnanti (17.497 l’anno prima e 15.589 nel 2002): verosimile, dunque, la stima di un turn over intorno alle 18 mila per i prossimi anni (a cui vanno aggiunti 6-7 mila pensionamenti Ata all’anno) per un totale nel quinquennio di 90 mila posti liberi di docente e 30-35 mila per Ata.
C’è da dire però che attualmente i posti vacanti per mancata o insufficiente immissione in ruolo sono diverse decine di migliaia; il che consentirebbe di distribuire questa preziosa riserva negli anni successivi, rendendo plausibile il piano annunciato dal ministro.
I posti dell’organico di diritto dei docenti attualmente privi di titolare sono 37.821 (8.401 nella scuola dell’infanzia, 16.038 nella primaria, 8.926 nella primo grado e 4.456 nelle superiori).
Circa 44 mila posti sono vacanti tra il personale Ata. Nell’immediato, dunque, sarebbero possibili oltre 81 mila assunzioni in ruolo sulle disponibilità esistenti.
Se a questa dote iniziale di posti si aggiunge la dote annuale di 25 mila posti per turn over (18 mila docenti e 6-7 mila Ata), si arriva nel quinquennio a 200 mila assunzioni, come nella previsione Moratti: circa 130 mila docenti e 70 mila Ata.
Dunque, se si vuole, si può.