Il piano del Ministro Gelmini per la scuola: quante mistificazioni!
di Mariangela Bastico

Tagli sulla scuola per 8 miliardi di euro e per 135 mila docenti e ata; e la Gelmini presenta questo piano come un processo di qualificazione, di arricchimento delle opportunità e di incremento degli investimenti. E' incredibile il livello di mistificazione a cui riesce a giungere il Governo Berlusconi.



- Il piano non è una "riforma" della scuola, come spesso viene presentato. E' il piano di attuazione dei tagli sulla scuola, previsto dall'art.64 della manovra finanziaria (legge 133/08): in tre anni saranno tagliati 87.400 docenti e 44.500 ATA ,con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 8 miliardi di euro.
Il "come"e il "dove" si taglia è stabilito dal piano Gelmini: meno 42.100 docenti nel 2009-10; meno 25.560 nel 2010-11; meno 19.676 nel 2011-12. Questi i dati ufficiali. Si tratta di tagli di personale e risorse in alcun modo realizzabili attraverso processi di riorganizzazione e di miglioramento dell'efficienza della spesa. Sono convinta che anche nella scuola è necessario ricercare al massimo qualità ed efficacia della spesa pubblica; non credo nell'equazione automatica "più risorse= più qualità". Ma i tagli dei Ministri Tremonti e Gelmini sono tali da incidere in modo strutturale su parti fondamentali dell'ordinamento scolastico.
 
- Se il piano venisse letto solo attraverso il comunicato stampa del Ministero penseremmo di trovarci di fronte ad un vero e proprio miracolo: dai tagli si ricavano soltanto segni positivi per la scuola: più sezioni primavera, aumento del 50% del tempo pieno, più insegnanti di inglese nelle elementari, più istituti comprensivi, una ragionevole riduzione dell'orario scolastico negli istituti tecnici e professionali... Non si può che condividere queste affermazioni, peccato che vengano contraddette dalla drammaticità dei tagli e dal testo del piano -  peraltro non ancora consegnato nè alle commissioni parlamentari, nè alle Regioni e agli Enti locali, nè alle organizzazioni sindacali - ma ampiamente diffuso dalla stampa.
 
- Leggo su "La Stampa" del 21/9/08  che "tra i punti di forza" del piano ci sono "2 miliardi di euro di investimenti per la formazione (dei docenti?) e le nuove tecnologie"; peccato che non venga ricordato che i 2 miliardi sono un quarto degli 8 miliardi che vengono tagliati sulla scuola in tre anni.
 
- Si promette nel comunicato che accanto all'insegnante unico alle elementari ci saranno gli insegnanti specializzati d'inglese: nel piano, invece, si continua quanto già iniziato dal Ministro Moratti: " la realizzazione di una intensiva formazione dei docenti che non hanno ancora il titolo per potere insegnare la lingua inglese".
Da questa formazione deriverà una riduzione di insegnanti specialisti in lingua inglese nella scuola primaria, pari a 4.000 nell'a.s 2009-10, 3900 nell'a.s 2010-11, 3300 nell'a.s 2011-12. Meno 11.200 insegnanti. Ma non sono di ruolo, assicura il Ministro; come se chi insegna nella scuola da tanti anni in cattedre che non sono state mai inserite nell'organico di diritto non abbia dato il suo fondamentale contributo alla qualità della scuola elementare e non abbia maturato qualche diritto ad avere un lavoro.
Ma questo, ci ricorda il Ministro Gelmini, non è un problema di sua competenza!
 
- Per la scuola elementare il piano contraddice espressamente la legge, in particolare il DL 137, che all'art.4 stabilisce il maestro unico alla scuola elementare e l'orario scolastico settimanale in 24 ore: la norma allunga di due ore settimanali l'orario di insegnamento e toglie quel prezioso dovere per i maestri di dedicare 2 ore settimanali alla programmazione congiunta del lavoro nella classe.  Il piano sostiene illegittimamente che "va privilegiata l'attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un  orario di 24 ore settimanali", lasciando aperte le opzioni per le 27 ore, per le 30 ore e per le 40 con il tempo pieno. Naturalmente il piano chiarisce che queste opzioni saranno realizzate "nei limiti dell'organico assegnato, integrabile con le risorse disponibili presso le scuole". E' noto a tutti quante risorse economiche e di personale abbondino nelle scuole, in modo tale da aumentare a piacere l'orario scolastico...
L'enormità della mistificazione, l'inganno nei confronti delle famiglie e delle scuole sono evidenti.
 
- Per la scuola dell'infanzia il piano Gelmini recita "l'orario obbligatorio delle attività educative [...] si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione". Dunque anche i bambini dai 3 ai 6 anni usciranno dalla scuola alle ore 13, così come i bambini un po' più grandi della scuola elementare. Ma il Ministro non ha promesso il raddoppio del tempo pieno?
Vedo con piacere l'impegno ad aumentare di 20 milioni di euro il fondo per le "sezioni primavera". Credo fortemente nel valore di questa esperienza e mi sono molto impegnata da Vice-Ministro per realizzarla. Ma non può il Ministro scardinare la qualità della scuola dell'infanzia, dimezzando il numero dei docenti e l'orario per ogni sezione, reintroducendo l'anticipo per i bambini di 2 anni e mezzo,e cercare di nascondersi dietro il piccolo aumento delle risorse per le sezioni primavera!
Il Governo Berlusconi ci ha, in diverse situazioni, abituati alla tecnica dello "specchietto per allodole": un elemento che distrae l'attenzione dell'opinione pubblica, mentre vengono compiute scelte molto pesanti, ad esempio con la manovra finanziaria. Nella scuola sarà assai più difficile: insegnanti, genitori, studenti vivono quotidianamente e in modo diretto gli effetti delle scelte del governo e, quindi, la loro reazione sarà più immediata.
 
- Per la rete delle autonomie scolastiche il piano Gelmini, rifacendosi ai parametri di 500-900 alunni come riferimenti minimi e massimi per il dimensionamento, esprime un drastico giudizio: "una buona percentuale di istituzioni scolastiche, compresa tra il minimo certo del 15% e il massimo probabile del 20% non sia legittimato a funzionare come istituzione autonoma". Con il 20% si parla di 2.152 scuole che "non sono legittimate a funzionare". Purtroppo i numeri del piano coincidono con quelli da me calcolati e pubblicamente presentati e giudicati da alcuni allarmistici. Ricordo, tra l'altro, che oltre 1.000 di queste scuole "non legittimate" sono in Comuni in cui è presente una sola scuola, che verrà accorpata ad altra e soppressa: i danni sociali ed economici di tale scelta sono immani.
Ma il Ministro non aveva promesso espansione dei servizi e della qualità della scuola?